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Malattia dell'arteria carotide

Malattia dell'arteria carotide - PIEDE DIABETICO : Salvataggio



La malattia  delle arterie carotidi, i vasi sanguigni che trasportano il sangue  ossigenato al cervello (fig a lato), più propriamente definita   stenosi carotidea,  consiste nel restringimento del diametro interno dell’ arteria   con conseguente riduzione del passaggio di sangue all’encefalo. La riduzione di calibro delle arterie carotidi  sebbene puo essere ricondotta a più fattori  è tuttavia determinata il più comunemente dalla malattia  aterosclerotica  o  aterosclerosi. La malattia aterosclerotica inizialmente favorisce “l’indurimento delle arterie” comportando  poi  la formazione di una vera e propria lesione o  placca aterosclerotica, specificatamente un deposito di sostanze lipidiche (grasso), colesterolo,  residui cellulari,  calcio e  fibrina all’ interno del vaso. Nei casi più sfavorevoli si può verificare la completa chiusura dell’arteria  con esiti spesso devastanti ( stroke o ictus cerebrale) per la sopravvivenza del paziente. La malattia  dell’arterie carotidi è quindi sostanzialmente simile per certi aspetti  alla malattia  dei vasi sanguigni del  cuore, in cui le occlusioni  si presentano nelle arterie cardiache ( più propriamente dette arterie coronarie) con conseguente infarto  del tessuto (infarto cardiaco o del miocardio)  per scarsa ossigenazione da mancato apporto sanguigno.

Per comprendere  meglio come un interruzione del flusso sanguigno all’interno  di un’ arteria carotide può condizionare ( anche gravemente)  il funzionamento del sistema  cerebrale, riportiamo qui sotto un’ anatomia semplificata  della vascolarizzazione delle strutture intracraniche . E’ interessante notare come  la vascolarizzazione del sistema cerebrale dipenda dalla presenza di soli 2 vasi arteriosi: l’arteria vertebrale e l’arteria carotide per l’appunto.



Che cosa sono le arterie carotidi?

Il rifornimento principale di sangue ossigenato al cervello è garantito da una    arteria carotide per lato . Le arterie carotidi si ramificano fuori dall’aorta (la più grande arteria nel corpo)  a breve distanza dal cuore e si estendono verso l’alto fino al cervello  passando ai lati del collo. Specificatamente,   l’arteria carotide prende il nome di arteria carotide comune lungo il primo tratto per poi biforcarsi a livello di un piano orizzontale passante per la mandibola  in un ramo esterno (arteria carotide esterna)  ed un raamo  interno (arteria carotide interna ) che arriva fino al cervello (Fig  2). Le arterie carotidi esterne sono di scarso rilievo clinico ed il loro trattamento non viene pressoché mai preso in considerazione mentre una malattia severa delle arterie carotidi interne richiede sempre una valutazione diagnostica ed eventuale trattamento con medicinali o terapia invasiva ( chirurgia o  angioplastica)

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Figura 2

Perchè sono importanti le arterie carotidi?


Poiché le arterie carotidi  trasportano sangue ossigenato al  cervello, la malattia carotidea può avere implicazioni serie se comporta una riduzione significativa  del  flusso al suo interno. Il cervello ha bisogno di un rifornimento costante di ossigeno  per funzionare ed una interruzione, anche breve, di questo apporto può essere responsabile di seri  problemi a livello encefalico. Le cellule del cervello cominciano a morire appena dopo pochi  minuti di ipossia ( bassi livelli di ossigeno). Se il restringimento delle arterie carotidi diventa abbastanza severo da limitare significativamente  il flusso sanguigno al cervello  il paziente può essere colpito da  ictus ( vedi sotto).


Che cosa causa la malattia o stenosi carotidea?

L’aterosclerosi è la causa più comune della stenosi o restringimento dell’arteria carotide. Non è ancora ben chiaro esattamente come l’aterosclerosi insorga o che cosa sia in grado di provocarla. L’aterosclerosi è una malattia lenta e  progressiva del sistema vascolare che può cominciare fin dall’infanzia.  La malattia può tuttavia  progredire più o meno velocemente, a seconda dei casi. È caratterizzata generalmente dall’accumulo di depositi di grasso a livello del rivestimento interno delle arterie ( placca aterosclerotica)  Fig 2). La placca  è composta  da depositi di  cellule di tessuto muscolare,  sostanze lipidiche ( grasso),  colesterolo,  calcio oltre che da alcuni residui cellulari. Una volta formatasi, la placca aterosclerotica  è in grado di  limitare ( e sempre di più con il progressivo accrescimento)   il flusso di sangue all’interno del vaso carotideo  fino a determinarne, nelle situazioni più sfavorevoli, anche  la completa chiusura  con conseguente riduzione dell’ossigenazione dell’encefalo ( in particolare delle aree encefaliche dal lato della carotide ostruita)

Che cosa sono i fattori di rischio per la malattia dell’arteria carotide?

L’aterosclerosi è in grado di  svolgere un ruolo importante nello sviluppo della malattia carotidea.  I fattori di rischio che sembrano favorire l’insorgenza della malattia aterosclerotica sono.

·        età avanzata

·        sesso maschile

·        familiarita per malattia aterosclerotica

·        fattori genetici

·        iperlipidemia (grassi elevati nel sangue)

·        ipertensione (alta pressione sanguigna)

·        fumo

·        diabete

·        obesità

·        dieta dieta ricca di  grassi saturi

Un fattore di rischio è qualche cosa che possa aumentare la probabilità della persona di sviluppare una malattia. Può essere un’attività, quali fumare, la dieta, la familiarità per una determinata malattia ( in altre parole la tendenza di una malattia  a manifestarsi in uno o più membri della stessa famiglia ) e molto altro.  Ovviamente malattie differenti hanno fattori di rischio differenti.

Anche se questi  fattori di rischio aumentano il rischio della persona di sviluppare una determinata malattia , non necessariamente la causano.  Più specificatamente,  alcuni  individui  che presentano  uno o più fattori di rischio per una determinata malattia  possono  non svilupparla  mai nel corso della loro vita ; viceversa, alcuni soggetti  possono comunque  ammalarsi di quella malattia per la quale non presentano fattori di rischio noti.  Conoscere i vostri fattori di rischio per la malattia aterosclerotica può sicuramente essere d’aiuto per prevenire la sua insorgenza o almeno rallentarne l’avanzamento nel caso fosse gia presente.

Che cosa sono i sintomi della malattia carotidea?

La malattia  dell’arteria carotide  può essere asintomatica (senza sintomi) o sintomatica (con  sintomi). La malattia carotidea asintomatica consiste nella  la presenza di una placca aterosclerotica di dimensioni considerevoli in carotide comune e/o carotide interna  che tuttavia non arriva ancora a  determinare  una riduzione di flusso di sangue al cervello  e conseguente TIA (attacco ischemico transitorio) e/o un ictus  (infarto o morte del tessuto cerebrale da prolungata carenza di ossigeno a tale livello-vedi sotto). La malattia carotidea sintomatica dell’arteria   è invece determinata da una placca aterosclerotica di dimensioni o caratteristiche tali da avere gia provocato  un TIA e/o un ictus ; in definitiva dei danni (reversibili o anche irreversibili) al sistema cerebrale. A volte, una placca può, indipendentemente dalle sue dimensioni, rendersi responsabile di eventi ischemici cerebrali quali TIA ( anche ripetuti) e ictus per fenomeni di tipo embolico (distacco e migrazione  nel  circolo cerebrale  di piccoli “pezzettini” di placca). Ciò generalmente avviene in presenza di placche friabili od ulcerate, quindi più predisposte a staccarsi, anche parzialmente, dalla parete interna dell’arteria.

Un  TIA  è una perdita improvvisa e  transitoria di flusso sanguigno ad una zona del cervello; Il TIA  ha una durata solitamente non  minore  di cinque minuti ma comunque non superiore a  24 ore, e, molto importante, con il recupero completo di tutte le facoltà da parte del paziente. I sintomi di un TIA possono includere:

·        debolezza  improvvisa di un braccio e/o  piede da un lato del corpo

·        paralisi improvvisa (incapacità di muoversi) di  un braccio e/o piede da un lato del corpo

·        perdita dela coordinazione o del  movimento

·        confusione, emicrania

·        intorpidimento o perdita della sensibilità  del viso

·        intorpidimento o perdita della sensibilità di  un’un braccio e/o piede

·        perdita provvisoria della vista  o sensazione di vista “annebbiata”

·        incapacità di parlare chiaramente o difficoltà nello scandire le parole.

Il TIA può essere dovuto  ad  un restringimento severo della carotide o anche di una  arteria più a valle  ( per es. sifone carotideo)  provocato da una placca  aterosclerotica che come gia detto riduce, ma   per pochi attimi,  la circolazione sanguigna alla testa.. Con un  TIA,   raramente si verificano danni permanenti al  cervello.

Un TIA, può comunque  essere un  segnale di allerta:  sta spesso a significare infatti  che il soggetto potrebbe essere colpito da un evento più grave, perché permanente, l’ ictus . Non tutti gli ictus , tuttavia, sono preceduti da TIA.

L’ictus quindi   è un altro indicatore di una  malattia  dell’arteria carotide. I sintomi di un ictus  sono gli stessi di  un TIA, ma essendo dovuti ad una riduzione di sangue alla testa per un tempo più prolungato, non sono transitori ma generalmente sono  permanenti .Infatti  le cellule del cervello cominciano a morire dopo appena alcuni minuti senza sangue (e quindi  ossigeno) con conseguente perdita delle funzioni cerebrali correlate. La zona delle cellule “morte” del cervello è denominata zona infartuata. In altre parole, a  seconda della zona infartuata il soggetto perderà determinate funzioni: movimento, capacità di  esprimersi chiaramente o parlare , di pensiero,  di memoria, delle funzioni “involontarie” (visceri,  vescica ecc) e molte altre ancora. Un ictus poco esteso ( minor stroke) può anche  provocare soltanto  problemi di secondaria importanza  quali  debolezza o ridotta capacità di movimento di un piede od un braccio. Gli ictus  più severi ( major stroke) possono causare la paralisi motoria , la perdita della parola e in alcuni casi persino condurre a morte.

I sintomi della malattia carotidea  possono assomigliare o mimare  altre patologie. E' sempre bene consultare un medico per una corretta diagnosi.

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