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Diagnosi

Come è diagnosticata la malattia dell’arteria carotide?

Oltre che un anamnesi completa ( storia del paziente) ed un esame clinico accurato , la valutazione di una sospetta stenosi carotidea richiede:

 

·        auscultazione (ascolto) delle arterie carotidi il posizionamento  di uno stetoscopio appena  sopra l’arteria carotide può rivelare  un suono particolare  denominato soffio. Il soffio è un rumore anomalo che è prodotto dal passaggio del  sangue  attraverso un’arteria  di calibro ridotto (stenotica). Un’arteria può tuttavia  essere  malata  senza produrre necessariamente questo suono

·        esplorazione delle carotidi  mediante ecocolor doppler (ecografia “a colori”) - un tipo di studio vascolare che sfrutta il potere penetrante degli ultrasuoni   effettuato per valutare il tipo e la velocità di flusso sanguigno all’interno delle  arterie carotidi. L’esplorazione delle arterie carotidi  mediante tale  apparecchio, a basso costo e a bassa invasività (si appoggia semplicemente una sonda sulla cute del collo)  permette molto spesso una rapida e precisa diagnosi. L’eco-color doppler, tuttavia,  consente la sola esplorazione  del primo tratto dell’ arteria carotide interna. Eventuali lesioni a carico dei segmenti più distali della carotide   interna, in particolare del sifone carotideo, possono essere misconosciuti all’esame eco-color-doppler.

·        Esame di   tomografia computerizzata  (TC.) - una procedura diagnostica di formazione dell’ immagine che utilizza il potere penetrante dei  raggi X in modo da   produrre delle immagini in  sezione trasversale ( denominate anche “fette”) delle carotidi e dei tessuti circostanti. Un’esplorazione TC è in grado di mostrare   immagini dettagliate di qualsiasi parte del corpo, comprese le ossa, i muscoli, il grasso. Una  TC con mezzo di contrasto,  un liquido speciale somministrato per via endovenosa ( vena del braccio) che permette di opacizzare ( cioè  rendere opache e quindi distinguibili  dal resto del corpo) le arterie durante l’esame diagnostico,  è particolarmente utile per visualizzare dettagliatamente  sia le arterie carotidi che il circolo cerebrale. È possibile poi eseguire ricostruzioni tridimensionali dell’anatomia della zona interessata in modo da facilitare un eventuale successivo approccio di tipo invasivo alla malattia ( Fig 2). A differenza di tutte le altre metodiche diagnostiche, la TC consente di visualizzare  chiaramente ed estensivamente  anche eventuali depositi di calcio sulle pareti del vaso, depositi che possono in taluni casi condizionare un successivo intervento terapeutico. L’angio TC è esame controindicato in tutti quei pazienti con reazioni allergiche presunte o note  al mezzo di contrasto.

·        Esame di  risonanza magnetica (MR) - una procedura diagnostica che utilizza una combinazione di grandi magneti, di radiofrequenze e di un calcolatore per elaborare i dati e produrre  immagini dettagliate di organi e strutture all’interno del corpo. Lo studio dei vasi sanguigni mediante  risonanza magnetica (angioMR) permette un’accurata  visualizzazione delle carotidi e del circolo cerebrale senza l’utilizzo dei raggi X. Attraverso la somministrazione endovenosa di un  mezzo di contrasto paramagnetico  (anallergico, differente quindi da  quello che si usa per  l’angio TC) l’esame  RM consente di opacizzare  i vasi sanguigni ( cioè  renderli opachi e quindi distinguibili  dal resto del corpo come gia visto anche per l’angio TC) , consentendo al  medico di visualizzare  eventuali patologie a carico delle carotidi e del circolo intracranico. Non tutti i pazienti possono essere sottoposti ad esame di risonanza magnetica ( per esempio, portatori di pacemaker, claustrofobici, portatori di protesi metalliche non RM compatibili ecc.).

·        angiografia - una procedura invasiva che come la TC  utilizza i raggi X. L’esame angiografico consiste nell’ iniezione di  mezzo di contrasto direttamente  nel vaso da visualizzare attraverso  un catetere inserito in un arteria  all’inguine o al braccio. Questa metodica diagnostica è in grado di  valutare esattamente l’entità del restringimento delle arterie carotidi.  Attualmente l’angiografia rimane la metodica diagnostica più precisa ed attendibile per la valutazione del grado di stenosi carotidea.

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