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Diagnosi Dell'Arteriopatia Periferica in Paziente con Piede Diabetico

 


A livello internazionale i criteri diagnostici di ischemia critica cronica sono stati più volte rielaborati in relazione alle nuove conoscenze ed ai nuovi studi.
I criteri più recenti sono quelli della TASC (TransAtlantic Inter-Society Consensus), pubblicata nel gennaio 2000, i cui criteri diagnostici corrispondono ampiamente ai quadri
clinici che si ritrovano nella pratica clinica quotidiana.

 



Per la diagnosi si ricorrie all'utilizzo di più metodi in contemporanea.
Innanzitutto deve essere valutata la presenza dei polsi periferici. L’assenza del polso tibiale posteriore o pedidio impone il passaggio a metodi diagnostici più sofisticati.
Un metodo semplice è la determinazione della pressione a livello del malleolo: oggi esistono strumenti Doppler portatili molto pratici che facilitano l’uso di questo metodo.

Se il rapporto tra la pressione alla caviglia e la pressione al
braccio o indice di Winsor ( guarda il video-clicca qui è inferiore a 0.9 (valore normale compreso tra 0.9 e 1.3), è molto probabile che esista un’arteriopatia periferica tanto più grave quanto più è basso il rapporto pressorio.
In questo caso è necessario eseguire un Eco Color doppler
( quarda il video-clicca qui) che evidenzia la presenza di stenosi o occlusioni lungo tutto l’asse dell’arto inferiore.

Il parametro forse più importante è l’ossimetria transcutanea, che, in parole semplici, valuta la quantità di
ossigeno che arriva al piede. In base al risultato di tutti questi esami viene presa la decisione se effettuare o meno un’arteriografia, come descritto nel nostro protocollo riportato nella tabella seguente.

 



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